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C'é un tocco estetico tutto italiano in questo mixer due canali usb powered - o almeno ci piace immaginarlo - visto che il design é da annoverare ad un certo Maro Sciacchitano (con un nome cosí ... il minimo é che abbia origini sicule), mentre la parte elettronica, invece, si deve a Matt Aldrich del Mit Media Lab, e Mike Garbus - infine - s'é occupato del firmware. In realtá (ma lo avrete giá capito), non si tratta affatto d'un normale mixer, pur simulandone la struttura, Aurora non miscela segnali audio, è solo un ulteriore controller midi per il quale ogni missaggio e funzione è apportata dal vostro specifico software. La bella notizia è che tutto il progetto è sotto licenza Creative Commons: questo significa che ciascuno potrá programmare questo controller come meglio crede. La casa produttrice, al proposito, auspica il coinvolgimento degli utilizzatori e di chiunque abbia la voglia di partecipare scrivendo firmware o software. Sono incoraggiate perfino modifiche dell'hardware e almeno negli intenti l'animo che pervade il progetto sembra sposare appieno la migliore filosofia open source. Il prodotto oltre che bello sembra validissimo ma chiaramente già abbondano - e sempre succede a proposito di tali implementazioni - i commenti tra le differenti 'scuole di pensiero'. L'evoluzione del djing in senso digitale a qualcuno piace, ad altri meno. Continuano ad esempio su tale argomento le frecciatine a distanza tra DjTechtools e ScratchWorx e se puó far sorridere i puristi (ed anche noi in questo caso) il video promozionale con le tre mani sul mixer, se la luce lampeggiante certo non aiuta a conferire un aspetto altamente professionale allo strumento, le idee di fondo infine non sembrano affatto peregrine. Merita tutto il rispetto - insomma - chi cerca strade nuove, consapevole del fatto che il punto di non ritorno tecnologico nel djing è stato oramai superato. Il computer in consolle è uno strumento del quale non si puó fare a meno. Meglio affrettarsi allora nel prendere le dovute decisioni e portare al massimo il controllo su ogni singolo elemento che definisce questo nuovo sistema di lavoro.
Aurelio Cianciotta
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Aurora - Open Source Dj Mixer
C'é un tocco estetico tutto italiano in questo mixer due canali usb powered - o almeno ci piace immaginarlo - visto che il design é da annoverare ad un certo Maro Sciacchitano (con un nome cosí ... il minimo é che abbia origini sicule), mentre la parte elettronica, invece, si deve a Matt Aldrich del Mit Media Lab, e Mike Garbus - infine - s'é occupato del firmware. In realtá (ma lo avrete giá capito), non si tratta affatto d'un normale mixer, pur simulandone la struttura, Aurora non miscela segnali audio, è solo un ulteriore controller midi per il quale ogni missaggio e funzione è apportata dal vostro specifico software. La bella notizia è che tutto il progetto è sotto licenza Creative Commons: questo significa che ciascuno potrá programmare questo controller come meglio crede. La casa produttrice, al proposito, auspica il coinvolgimento degli utilizzatori e di chiunque abbia la voglia di partecipare scrivendo firmware o software. Sono incoraggiate perfino modifiche dell'hardware e almeno negli intenti l'animo che pervade il progetto sembra sposare appieno la migliore filosofia open source. Il prodotto oltre che bello sembra validissimo ma chiaramente già abbondano - e sempre succede a proposito di tali implementazioni - i commenti tra le differenti 'scuole di pensiero'. L'evoluzione del djing in senso digitale a qualcuno piace, ad altri meno. Continuano ad esempio su tale argomento le frecciatine a distanza tra DjTechtools e ScratchWorx e se puó far sorridere i puristi (ed anche noi in questo caso) il video promozionale con le tre mani sul mixer, se la luce lampeggiante certo non aiuta a conferire un aspetto altamente professionale allo strumento, le idee di fondo infine non sembrano affatto peregrine. Merita tutto il rispetto - insomma - chi cerca strade nuove, consapevole del fatto che il punto di non ritorno tecnologico nel djing è stato oramai superato. Il computer in consolle è uno strumento del quale non si puó fare a meno. Meglio affrettarsi allora nel prendere le dovute decisioni e portare al massimo il controllo su ogni singolo elemento che definisce questo nuovo sistema di lavoro.
Aurelio Cianciotta
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