. Wicked Style
Se per i producer - oramai - sono ridotti al lumicino i guadagni relativi alle vendite di brani musicali, florido è il mercato - al contrario - relativo a compensi e a diritti, quando una traccia è utilizzata per commercial d'un certo rango. Molti si prestano a confezionare motivetti pubblicitari e non fa eccezione - quindi - Moguai, che insieme a Paula Ferraro, ha composto le musiche per 'The M Effect', nuovo advert della celeberrima (ma spesso non amata) catena Mc Donald. Il video è ben fatto e l'idea di fondo non è poi malvagia: l'inizio di una probabile scena di sesso in macchina, si trasforma - infine - nello spogliarsi di una giovane coppia borghese, da quelli orpelli (vestiti di moda, trucchi, accessori, gioielli) che la renderebbe socialmente 'differente' per un così proletario cibo. Allineati - quindi - alla 'normale' e 'semplice' immagine di bravi ragazzi, tutti jeans e maglietta, fruitori consueti di fast food appestante, i due ridacchiando entrano in uno dei tanti burger-shop. E se fosse - invece - che la piacente coppia si fosse liberata dagli abiti buoni e della parrucca bionda della signorina, per non puzzare poi di frittura ed impasti bovini: forse a questo Mc Donald-effetto, gli autori americani non hanno proprio pensato.
Aurelio Cianciotta
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I'm Lovin' It - The 'M' Effect
Se per i producer - oramai - sono ridotti al lumicino i guadagni relativi alle vendite di brani musicali, florido è il mercato - al contrario - relativo a compensi e a diritti, quando una traccia è utilizzata per commercial d'un certo rango. Molti si prestano a confezionare motivetti pubblicitari e non fa eccezione - quindi - Moguai, che insieme a Paula Ferraro, ha composto le musiche per 'The M Effect', nuovo advert della celeberrima (ma spesso non amata) catena Mc Donald. Il video è ben fatto e l'idea di fondo non è poi malvagia: l'inizio di una probabile scena di sesso in macchina, si trasforma - infine - nello spogliarsi di una giovane coppia borghese, da quelli orpelli (vestiti di moda, trucchi, accessori, gioielli) che la renderebbe socialmente 'differente' per un così proletario cibo. Allineati - quindi - alla 'normale' e 'semplice' immagine di bravi ragazzi, tutti jeans e maglietta, fruitori consueti di fast food appestante, i due ridacchiando entrano in uno dei tanti burger-shop. E se fosse - invece - che la piacente coppia si fosse liberata dagli abiti buoni e della parrucca bionda della signorina, per non puzzare poi di frittura ed impasti bovini: forse a questo Mc Donald-effetto, gli autori americani non hanno proprio pensato.
Aurelio Cianciotta
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