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C'eravamo appena lamentati dell'insipienza costruttiva in fatto di cuffie professionali (post del 13 ottobre), neanche a farlo apposta - quasi progettata, pare, a voler nello specifico ridisegnare gli stessi punti deboli da noi diligentemente segnalati nel novero dei prodotti anche di punta - arriva adesso una nuova cuffia top quality. Si tratta della Pioneer HDJ-2000, punto d'arrivo - sperano in azienda - in fatto di monitoraggio ad uso di dj e producer. Performance e massimo comfort, questi i punti di forza del nuovo design, che poggiano su una consolidata qualità sonora, pulizia ed accuratezza timbrica, cuffia per appeal, poco marcata da derive modaiole e concentrata invece su standard di comodità, minimizzati negli intenti sopratutto in relazione ad un uso intensivo. Per fortuna, questa volta, l'attenzione è stata posta anche - e non è scontato - sulla durabilità, messa a dura prova nel lavorio spesso strappato e teso (per condizioni d'uso e stati mentali degli utilizzatori). I progettisti della Pioneer hanno riposto grande cura nella linea produttiva, queste nuove cuffie - dicono - sono 'un testamento da noi dedicato ad elevare l'esperienza dell'artista e dell'utente'. Peccato siano bruttine, decisamente meno stilose delle HDJ-1000 ed anche delle oramai stagionate Sony MDR-V700 (per non parlare poi delle Allen & Heath Xone XD-53, che a uno styling comunque di livello, a meno soldini, aggiungono qualità costruttiva). Quello nel quale - comunque - le Pioneer HDJ-2000 sono insuperabili, è il prezzo: 300 euro (oppure 450 dollari), ultima frontiera in fatto di spese folli, in tempi di crisi, quando oramai - soprattutto se si ha famiglia - è invero difficoltoso mantenere l'economia spicciola del djing (anche per mancanza di strutture e situazioni appropriate di riferimento). Comunque, un impedenza di 36 ohms, il massimo input a 3,500mW, l'output sound level di 107dB/m, la frequency range di 5Hz - 30kHz, un peso compreso nei 290g (escluso il cavo), pare consentano a tal manufatto di posizionarsi facilmente nei piani alti di codesta classifica di settore. Lo snodo pare essere assai solido - dicono - il driver di 50mm è funzionale e ben saldo, gli inserti al magnesio sembrano garantire robustezza e leggerezza. Staremo a vedere i riscontri di mercato. Personalmente - io dico - avrà pochissima diffusione. Mancano i soldi in giro, e all'apparenza il prodotto non entusiasma: non è certo un buon dato di partenza.
Aurelio Cianciotta
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Pioneer HDJ-2000 - Headphones For Top DJs & Producers
C'eravamo appena lamentati dell'insipienza costruttiva in fatto di cuffie professionali (post del 13 ottobre), neanche a farlo apposta - quasi progettata, pare, a voler nello specifico ridisegnare gli stessi punti deboli da noi diligentemente segnalati nel novero dei prodotti anche di punta - arriva adesso una nuova cuffia top quality. Si tratta della Pioneer HDJ-2000, punto d'arrivo - sperano in azienda - in fatto di monitoraggio ad uso di dj e producer. Performance e massimo comfort, questi i punti di forza del nuovo design, che poggiano su una consolidata qualità sonora, pulizia ed accuratezza timbrica, cuffia per appeal, poco marcata da derive modaiole e concentrata invece su standard di comodità, minimizzati negli intenti sopratutto in relazione ad un uso intensivo. Per fortuna, questa volta, l'attenzione è stata posta anche - e non è scontato - sulla durabilità, messa a dura prova nel lavorio spesso strappato e teso (per condizioni d'uso e stati mentali degli utilizzatori). I progettisti della Pioneer hanno riposto grande cura nella linea produttiva, queste nuove cuffie - dicono - sono 'un testamento da noi dedicato ad elevare l'esperienza dell'artista e dell'utente'. Peccato siano bruttine, decisamente meno stilose delle HDJ-1000 ed anche delle oramai stagionate Sony MDR-V700 (per non parlare poi delle Allen & Heath Xone XD-53, che a uno styling comunque di livello, a meno soldini, aggiungono qualità costruttiva). Quello nel quale - comunque - le Pioneer HDJ-2000 sono insuperabili, è il prezzo: 300 euro (oppure 450 dollari), ultima frontiera in fatto di spese folli, in tempi di crisi, quando oramai - soprattutto se si ha famiglia - è invero difficoltoso mantenere l'economia spicciola del djing (anche per mancanza di strutture e situazioni appropriate di riferimento). Comunque, un impedenza di 36 ohms, il massimo input a 3,500mW, l'output sound level di 107dB/m, la frequency range di 5Hz - 30kHz, un peso compreso nei 290g (escluso il cavo), pare consentano a tal manufatto di posizionarsi facilmente nei piani alti di codesta classifica di settore. Lo snodo pare essere assai solido - dicono - il driver di 50mm è funzionale e ben saldo, gli inserti al magnesio sembrano garantire robustezza e leggerezza. Staremo a vedere i riscontri di mercato. Personalmente - io dico - avrà pochissima diffusione. Mancano i soldi in giro, e all'apparenza il prodotto non entusiasma: non è certo un buon dato di partenza.
Aurelio Cianciotta
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