. Wicked Style
Non la singola potenza d'un immagine, lo script simbolico o la forza particolare d'un messaggio. In uno showreel, confezionato allo scopo di 'ben indorare' lo stesso specifico lavoro svolto dall'agenzia pubblicitaria in questione, quello che conta è soprattutto il montaggio. Il flusso immaginativo, dimensione oramai avulsa da qualsivoglia relazione di contenuti. Pura e astratta invenzione d'una realtà sempre più artificiale, fascinazione 'next level', pubblicità che cannibalizza se stessa, rielaborando nel mixing di musica e immagini, spezzoni di clip, filmati e vari video. Il tutto - in questo caso - realizzato dagli stessi creativi della The Mill, mega-studio con sedi a New York, Londra, Los Angeles e clienti del calibro di Sony, Coca Cola, Nike e Honda. Quattro i minuti della stilizzatissima ma un poco cupa realizzazione, enfatizzata da un sottofondo sonoro minimale e glitch, opera di Trentemoller. Come fotogrammi d'un film astratto, proiettatici addosso a velocità fuori sincrono, le immagini non rimandano più a niente, sono movimento assoluto, che rende impossibile qualsiasi concatenazione di senso. 'Immersione, immanenza, immediatezza' come dice Baudrillard, 'sono queste le caratteristiche del Virtuale', qui estremizzate in un linguaggio autoreferenziale e totalitario: vertigine confortevole d'un iterazione elettronica abusata senza ritegno alcuno.
Aurelio Cianciotta
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The Mill Showreel 2009 - Cyberglam Next Level
Non la singola potenza d'un immagine, lo script simbolico o la forza particolare d'un messaggio. In uno showreel, confezionato allo scopo di 'ben indorare' lo stesso specifico lavoro svolto dall'agenzia pubblicitaria in questione, quello che conta è soprattutto il montaggio. Il flusso immaginativo, dimensione oramai avulsa da qualsivoglia relazione di contenuti. Pura e astratta invenzione d'una realtà sempre più artificiale, fascinazione 'next level', pubblicità che cannibalizza se stessa, rielaborando nel mixing di musica e immagini, spezzoni di clip, filmati e vari video. Il tutto - in questo caso - realizzato dagli stessi creativi della The Mill, mega-studio con sedi a New York, Londra, Los Angeles e clienti del calibro di Sony, Coca Cola, Nike e Honda. Quattro i minuti della stilizzatissima ma un poco cupa realizzazione, enfatizzata da un sottofondo sonoro minimale e glitch, opera di Trentemoller. Come fotogrammi d'un film astratto, proiettatici addosso a velocità fuori sincrono, le immagini non rimandano più a niente, sono movimento assoluto, che rende impossibile qualsiasi concatenazione di senso. 'Immersione, immanenza, immediatezza' come dice Baudrillard, 'sono queste le caratteristiche del Virtuale', qui estremizzate in un linguaggio autoreferenziale e totalitario: vertigine confortevole d'un iterazione elettronica abusata senza ritegno alcuno.
Aurelio Cianciotta
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