. Wicked Style
12" - Champion Beats
Sull'immarcescibile Champion Beats, fucina di specialisti della nuova scena wonky-techno-fidget, ritorna il veterano Jason Score, illuminandoci con calibratissime sequenze ben iterate e soniche, grazie a pause e ripartenze disposte ad arte su cesure alquanto groovy e stradaiole, innestate da sample vocali di gusto etno-giamaicano. Impressionante - come al solito per questa etichetta - la schiera di remixer disposti a dar manforte. Si comincia con Morne Monroe, anch'esso per noi una vecchia conoscenza, i cui trattamenti subito ci coinvolgono in una sarabanda rutilante, ancora più tagliata e inquieta al ritmo saltellante di rudi digressioni. Tocca subito passare a Mark Stent, sudafricano in forza alla Flexual, assai capace sul versante di tensioni maggiormente tecnoidi, comunque aggiornatissime e pulsanti d'influenze jackin. Meno conosciuto da noi è Kid Komas, che scopriamo arrivare da Bordeaux-Paris, in Aquitainia, Francia. Interessante il suo rifacimento, ben modulato ritmicamente, sempre a 128 bpm, agitando dondolanti e bassose elaborazioni digital-bongoliste. Si chiude infine con Dirty Politics, più fremente e cattivello per dar un senso al suo moniker, sgommando effetti e sbirule enfasi elettroniche, fra effetti-lavatrice e possenti casse a dar fondo di tutta la loro potenza.
Aurelio Cianciotta
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Jason Score - Try Me Out
12" - Champion BeatsSull'immarcescibile Champion Beats, fucina di specialisti della nuova scena wonky-techno-fidget, ritorna il veterano Jason Score, illuminandoci con calibratissime sequenze ben iterate e soniche, grazie a pause e ripartenze disposte ad arte su cesure alquanto groovy e stradaiole, innestate da sample vocali di gusto etno-giamaicano. Impressionante - come al solito per questa etichetta - la schiera di remixer disposti a dar manforte. Si comincia con Morne Monroe, anch'esso per noi una vecchia conoscenza, i cui trattamenti subito ci coinvolgono in una sarabanda rutilante, ancora più tagliata e inquieta al ritmo saltellante di rudi digressioni. Tocca subito passare a Mark Stent, sudafricano in forza alla Flexual, assai capace sul versante di tensioni maggiormente tecnoidi, comunque aggiornatissime e pulsanti d'influenze jackin. Meno conosciuto da noi è Kid Komas, che scopriamo arrivare da Bordeaux-Paris, in Aquitainia, Francia. Interessante il suo rifacimento, ben modulato ritmicamente, sempre a 128 bpm, agitando dondolanti e bassose elaborazioni digital-bongoliste. Si chiude infine con Dirty Politics, più fremente e cattivello per dar un senso al suo moniker, sgommando effetti e sbirule enfasi elettroniche, fra effetti-lavatrice e possenti casse a dar fondo di tutta la loro potenza.
Aurelio Cianciotta
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