. Wicked Style
12" - Wearhouse
Da una delle nostre etichette preferite, la Wearhouse, mai vorremmo cadute di livello, così trepidiamo in silenzio ogni volta che sotto la guida oculata di Lee Mortimer, la jackin-crew sforna nomi nuovi. É adesso la volta di Paul Aspin & Leon Dipace, che confessiamo candidamente non conoscere, anche se sul loro myspace scopriamo bei video a dancefloor zeppo e loro serate al Loft delle Subliminal Session, oltre ad una costante presenza clubbing nel midwest inglese (fra Leeds e Birmingham). Partiamo allora sul nostro mixing software con "Hoover The Club" e il risultato - a conferma del promettente titolo - è davvero di quelli buoni, pur fra accenti insistentemente old skool house, utili per muovere anche pubblico non tendenzioso, comunque poi riportato a frequenze aspre, bassose e striscianti. Se l'original version funge già da party killer, il remix di Dem Slacker si fa al contrario molto raffinato, obliquo e sognante, fino via-via a depravarsi in melodie tagliatissime. Ottima è anche "Rave", nei trattamenti seminali assai propositiva e con quattro differenti breakdown, utilissima per far bella mostra di robuste sequenze soniche e battute ammiccanti. Si chiude infine con "Toilet Flusher, dai tagli moderecci post-electroclash, infarciti da vocalità glitcn'n'bitch, in duplice versione - anche dub - efficace nel completare un uscita già corposa e inattaccabile.
Aurelio Cianciotta
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Aspin And Dipace - Born Backwards Ep
12" - WearhouseDa una delle nostre etichette preferite, la Wearhouse, mai vorremmo cadute di livello, così trepidiamo in silenzio ogni volta che sotto la guida oculata di Lee Mortimer, la jackin-crew sforna nomi nuovi. É adesso la volta di Paul Aspin & Leon Dipace, che confessiamo candidamente non conoscere, anche se sul loro myspace scopriamo bei video a dancefloor zeppo e loro serate al Loft delle Subliminal Session, oltre ad una costante presenza clubbing nel midwest inglese (fra Leeds e Birmingham). Partiamo allora sul nostro mixing software con "Hoover The Club" e il risultato - a conferma del promettente titolo - è davvero di quelli buoni, pur fra accenti insistentemente old skool house, utili per muovere anche pubblico non tendenzioso, comunque poi riportato a frequenze aspre, bassose e striscianti. Se l'original version funge già da party killer, il remix di Dem Slacker si fa al contrario molto raffinato, obliquo e sognante, fino via-via a depravarsi in melodie tagliatissime. Ottima è anche "Rave", nei trattamenti seminali assai propositiva e con quattro differenti breakdown, utilissima per far bella mostra di robuste sequenze soniche e battute ammiccanti. Si chiude infine con "Toilet Flusher, dai tagli moderecci post-electroclash, infarciti da vocalità glitcn'n'bitch, in duplice versione - anche dub - efficace nel completare un uscita già corposa e inattaccabile.
Aurelio Cianciotta
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