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12" - Perce-Oreille
Voglio confessarlo subito, a scanso d'equivoci: non sono mai stato fra gli ammiratori di Crystal Distortion e probabilmente non lo diventerò neanche dopo questo Ep, che pure mi sembra ottimo, rispetto a certi suoi lavori precedenti. Non è stata infatti la title track - produzione che dovrebbe essere la più significativa tra quelle presentate - ad interessarmi. "Power To The Pipe" è costruita nel novero di commistioni techno-electroidi, alquanto ispide e percorse da effetti e innesti atmosferici, giusto a 135 bpm. Qualcuno passerà questa roba anche in dj-set "eclettici", al confine con quello che - pensano loro - sia il breakbeat. Altri comunque noteranno un certo ingentilimento rispetto al passato rave del soggetto (ma si sa com'è...anche fra i proseliti...prima si nasce incendiari e poi si diventa pompieri, prima si è punk-a-bestia e centrosocialisti e poi si passa all'associazione culturale paracula o all'agenzia di spettacolo "tendenziosa"). Anche la seconda proposta, "Goldfish", mette assieme aplomb cibernetico, battuta diritta e innesti noisy, con voci filtratissime e robotiche, modulando il tutto questa volta a 140 bpm. Quella che mi è piaciuta, invece, è proprio l'incisione "minore", la terza ed ultima in rassegna, "iPhone Acid", a 127 bpm e con un insistito motivetto sintetico in evidenza, corredato anche da funzionali sample vocali. Farà figo nella prossima scaletta inserire un brano dell'ex Spiral Tribe? Non so. Anche perché - sinceramente - di eroi ne abbiamo già parecchi: adottarne altri e così ingombranti ce lo possiamo davvero evitare.
Aurelio Cianciotta
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Crystal Distortion - Power To The Pipe Ep
12" - Perce-OreilleVoglio confessarlo subito, a scanso d'equivoci: non sono mai stato fra gli ammiratori di Crystal Distortion e probabilmente non lo diventerò neanche dopo questo Ep, che pure mi sembra ottimo, rispetto a certi suoi lavori precedenti. Non è stata infatti la title track - produzione che dovrebbe essere la più significativa tra quelle presentate - ad interessarmi. "Power To The Pipe" è costruita nel novero di commistioni techno-electroidi, alquanto ispide e percorse da effetti e innesti atmosferici, giusto a 135 bpm. Qualcuno passerà questa roba anche in dj-set "eclettici", al confine con quello che - pensano loro - sia il breakbeat. Altri comunque noteranno un certo ingentilimento rispetto al passato rave del soggetto (ma si sa com'è...anche fra i proseliti...prima si nasce incendiari e poi si diventa pompieri, prima si è punk-a-bestia e centrosocialisti e poi si passa all'associazione culturale paracula o all'agenzia di spettacolo "tendenziosa"). Anche la seconda proposta, "Goldfish", mette assieme aplomb cibernetico, battuta diritta e innesti noisy, con voci filtratissime e robotiche, modulando il tutto questa volta a 140 bpm. Quella che mi è piaciuta, invece, è proprio l'incisione "minore", la terza ed ultima in rassegna, "iPhone Acid", a 127 bpm e con un insistito motivetto sintetico in evidenza, corredato anche da funzionali sample vocali. Farà figo nella prossima scaletta inserire un brano dell'ex Spiral Tribe? Non so. Anche perché - sinceramente - di eroi ne abbiamo già parecchi: adottarne altri e così ingombranti ce lo possiamo davvero evitare.
Aurelio Cianciotta
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