. Wicked Style
12" - Freek
Kieran Brindley della Cr2 Records, sotto il suo alias di Brimmer, assieme a Gordy B mette in mostra intelligenza produttiva ed estro, al fine di dar vita ad una nuova uscita targata Freek. "Middle Fingerz" parte subito sferzante ed assai ritmica nell'original version , incisione costumata in guisa d'eclettici rivolgimenti a base techno-stradaiola. Altrettanto efficace per i nostri usi s'imprime anche il remix a firma Dirty Freek, a 128 bpm ed in chiave tonale 7A, traccia da noi preferita per l'andamento triturante, basso e propulsivo, noncurante della tanta pressione esercitata in pista, sostenuta pure nelle parti vocali, bene integrate e variate. Modulazioni all'inizio più scarne, ondivaghe eppure similmente ben dosate, sono dipanate nel Monolythe remix, con buone riprese e tagli strutturali. Interessante davvero anche il remix di Penny For The DJ (Tom Cane), quasi-esordiente di Cambridge che aspettiamo presto di valutare a pieno con nuove implementazioni. La squadriglia di rimestatori sonici è assai folta e meritano una segnalazione tutti: anche i Rude Boyz (Danny Blaze e Tys), aitanti ed a loro agio in trasalimenti saltellanti e iper-vividi, come pure i Wobble Skankz, duo canadese amante delle articolazioni in bilico fra fidget e dubstep, congiunzioni in forte ascesa e intriganti. Non è finita, si chiude con Teka Lips, moniker a noi sconosciuto ma che esibisce attributi non da poco, con sequenze da guerriglia e assalto conclusivo all'arma bianca.
Aurelio Cianciotta
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Brimmer & Gordy B - Middle Fingerz
12" - FreekKieran Brindley della Cr2 Records, sotto il suo alias di Brimmer, assieme a Gordy B mette in mostra intelligenza produttiva ed estro, al fine di dar vita ad una nuova uscita targata Freek. "Middle Fingerz" parte subito sferzante ed assai ritmica nell'original version , incisione costumata in guisa d'eclettici rivolgimenti a base techno-stradaiola. Altrettanto efficace per i nostri usi s'imprime anche il remix a firma Dirty Freek, a 128 bpm ed in chiave tonale 7A, traccia da noi preferita per l'andamento triturante, basso e propulsivo, noncurante della tanta pressione esercitata in pista, sostenuta pure nelle parti vocali, bene integrate e variate. Modulazioni all'inizio più scarne, ondivaghe eppure similmente ben dosate, sono dipanate nel Monolythe remix, con buone riprese e tagli strutturali. Interessante davvero anche il remix di Penny For The DJ (Tom Cane), quasi-esordiente di Cambridge che aspettiamo presto di valutare a pieno con nuove implementazioni. La squadriglia di rimestatori sonici è assai folta e meritano una segnalazione tutti: anche i Rude Boyz (Danny Blaze e Tys), aitanti ed a loro agio in trasalimenti saltellanti e iper-vividi, come pure i Wobble Skankz, duo canadese amante delle articolazioni in bilico fra fidget e dubstep, congiunzioni in forte ascesa e intriganti. Non è finita, si chiude con Teka Lips, moniker a noi sconosciuto ma che esibisce attributi non da poco, con sequenze da guerriglia e assalto conclusivo all'arma bianca.
Aurelio Cianciotta
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