L’electroclash non è mai veramente scomparso e Darlyn Vlys con “Kitt” sembra ricordarlo attraverso una produzione che ne recupera alcuni tratti distintivi, inserendoli in una cornice più attuale. L’estetica è cinematografica e notturna, sospesa fra ombra e luce, con sintetizzatori dalle tonalità scure, una linea vocale dal taglio ipnotico e bassi pulsanti che alimentano una tensione costante senza mai sfociare nell’eccesso. La versione originale costruisce il proprio sviluppo su un equilibrio fra impulso ritmico e atmosfera, lasciando che i diversi elementi si sedimentino progressivamente fino a definire un brano essenziale ma incisivo. Waltervelt, nel remix, amplia invece la prospettiva, alleggerendo la struttura e introducendo un’impronta dub che dilata gli spazi sonori. Il groove rimane saldo, ma assume un andamento più avvolgente, con una costruzione graduale che privilegia profondità e dinamica. Pubblicato da Polaris, Kitt è un’uscita che mette in evidenza la capacità di Darlyn Vlys di lavorare con pochi elementi ben calibrati, trovando un punto d’incontro convincente fra differenti suggestioni.