Ha fatto capolino per ben due volte nelle sfilate ufficiali di Prada, durante il Womenswear Primavera/Estate 2027 di Milano e, prima ancora, a giugno, nella sfilata menswear, questo pezzo di Reptilicus e The Hafler Trio, adesso ristampato da Artoffact Records come singolo. In particolare, perché sappiamo che questi eventi possono anche scatenare curiosità morbose, è stata trasmessa una parte significativa del brano, mentre alcuni frammenti sono stati inseriti fra altre tracce, fra cui “Madam Butterfly” di Malcolm McLaren, Maria Callas alle prese con l’originale di Puccini, “Buckets of Blood” di Pino Donaggio, tratto dalla colonna sonora di Carrie di De Palma, “Hurt” di Timi Yuro e altri brani. Al di là dell’aneddoto, la scelta è interessante proprio per la natura di “Anamorphosis”, una composizione di oltre nove minuti che porta con sé una forma di elettronica radicale, stratificata e poco incline a concedere appigli immediati. Il fatto che un materiale del genere possa essere inserito all’interno di una grande macchina spettacolare come una sfilata di moda, accostato senza particolari remore a repertori e linguaggi molto differenti, dice qualcosa anche sulla progressiva normalizzazione di certe sonorità estreme. Non è più necessario circoscriverle a contesti specialistici: possono diventare parte della colonna sonora di eventi destinati a un pubblico vastissimo, assumendo nuove funzioni senza perdere necessariamente la propria aspra identità. La ristampa presenta, oltre all’originale, tre riletture affidate a Blush Response, allo stesso Reptilicus e a The Hafler Trio. Una piccola costellazione di interventi che mantiene il brano al centro, aprendolo a ulteriori manipolazioni e trasformazioni. In fondo è proprio questo il passaggio più curioso: un lavoro nato lontano dalle convenzioni della musica d’intrattenimento che finisce per circolare, anche solo per frammenti, dentro uno degli spettacoli più visibili del contemporaneo.