È un’uscita dal taglio meditabondo e oscuro questa di Adam Struth, aka Adash, per la berlinese Nein Records. Black Paint, Silver Light, già nella title track che apre la scaletta, mette a fuoco la formula di riferimento attraverso ritmiche dritte e curate, sostenute da un intenso lavorio di elementi laterali, mentre atmosfere vagamente cosmiche e sacrali fanno da sfondo alla costruzione. “Submarine Radars” procede su coordinate simili, con una trama più ipnotica e una scansione che lascia maggiore spazio alle componenti ambientali e ai dettagli elettronici. Ian Vale interviene poi sulla stessa traccia con un remix che ne rilegge l’impianto in chiave più dinamica, mantenendo il carattere scuro dell’originale ma accentuandone la componente ritmica. Chiude “Something More”, episodio più disteso e dilatato, dove il lavoro sulle frequenze e sulle stratificazioni sonore assume un ruolo centrale, accompagnando il percorso verso una dimensione maggiormente sospesa. Un EP compatto, costruito attorno a una ricerca atmosferica precisa, senza allontanarsi dalle coordinate deep e progressive della Nein Records.