Inspired Bicycles – Danny MacAskill

Inspired Bicycles

Se le città sono territorio di trasformazioni e conflitti estremi e se consideriamo a pieno titolo la streeet art una forma conseguente d’espressione della creatività umana – non cosa ‘altra’ nei suoi intrecci e nelle sue implicazioni, se confrontata alle ‘opere’ che trovano posto invece in gallerie e musei – dovremmo riconoscere anche, pieno titolo ‘artistico’, oltre che sportivo, attribuendo la massima onoreficenza possibile al ‘sommo maestro’ ed extreme-biker Danny MacAskill. L’artista delle due ruote – meglio di Duchamp – su questo specifico mezzo concentra il massimo di reattività antropologica alle mutevoli emergenze del tessuto urbano: ‘arte esplorativa’ la sua, che nella sfida al limite, nell’incontro con l’illuminazione d’un istante, d’un ‘trick’, ingloba un training performativo in perenne divenire. La sua motivazione dice ‘è solo quella di divertirsi’. A differenza di altri ‘free bikers’ utilizza una normale mountain bike e non una bmx, ‘questione d’adrenalina’, in quanto è più veloce e con sospensioni decisamente meglio attrezzate per salti consistenti e passaggi accidentati. Oltre alle sue scorribande ciclistiche, ama andare ai party e mangiare delle buone torte. Che altro dire di quest’uomo? Ci tolgono il respiro le sue evoluzioni ma l’atmosfera delle perfomance che lo vedono protagonista è sempre naturale, non ‘forzata’, con i muscoli e la mente mai ‘irrigiditi’ nello sforzo, perchè la competizione, in tal caso, è solo con se stessi, e se si sbaglia – magari anche con qualche livido – c’è sempre tempo di riprovare. Guardate il suo video Inspired Bicycles e capirete quello che dico: c’è dell’arte in tale pratica e in come Danny MacAskill ‘gestisce’ quotidianamente le sue derive ciclistiche.