Wicked Style – 2000 Entries On The Blog!

Wicked Style

Abbiamo superato quota 2000 post e non ce ne siamo neanche accorti. Sembra ieri – il 6 Gennaio 2008 – che festeggiavamo le 1000 entries: in un anno e mezzo abbiamo già raddoppiato il patrimonio della casa. Che dire: é stata una fatica immane ma ne siamo a pieno contenti. Gestire con puntualità un blog come Wicked Style non è cosa da poco. L’impegno di due recensioni al giorno, a volte è asfissiante, eppure indispensanbile per garantire una copertura sufficentemente ampia delle uscite musicali che ci competono. Avrete tutti notato come nell’ultima stagione il peso ‘stilistico’ della fidget nel blog sopravanzi per contenuti tutto il resto, pur continuando a ben corrispondere anche delle scene breakbeat. É una scelta – in parte anche sofferta – che segue cambiamenti musicali precisi, in linea con una concezione evolutiva dei generi. Mutazioni che mi sembrano essere non solo personali, seguendo molteplici intrecci e influenze, che ad un più ampio rinnovarsi dell’elettronica dance afferiscono, non rinunciando a confronti e integrazioni con quanto di buono viene dall’electro e dalla techno. Vorremo seguire meglio anche il dubstep ma ce ne manca il tempo, presi maggiormente da quelle che sono le entries dedicate all’urban art, al digital djing ed alla tecnologia in genere. Entries queste, assieme a quelle della sezione ‘hype’, che sono sicuramente il fiore all’occhiello di questo blog, il tratto distintivo d’un adesione non posticcia a certe forme ‘estetiche’ della contemporaneità. I riscontri dei numeri ci danno ragione, per accessi e ‘qualità’ delle relazioni, stabilite con produttori, etichette e dj di ogni dove. Dal Sudafrica all’ex Unione Sovietica, dagli Stati Uniti a ogni oscura provincia inglese, nel cuore dell’Europa ed in Australia: ovunque abbiamo conquistato nuovi amici, nonostante il mio inglese traballante (quello si ‘wonky’) e nonostante il blog sia solo in italiano. Per migliorare, adesso ci servirebbe un buon traduttore a tempo pieno, clonarci in almeno altre tre-quattro persone e – di botto – venti anni in meno sul groppone. Per quello fatto finora bastava solo la voglia.