
Cambiare il “significato” del flusso comunicativo, “piegare” parole, immagini e concetti verso territori “altri”, attivare processi di riflessione non-convenzionali. Poster Boy, artista newyorkese, nella selva di post-graffitisti, guerrilla hacktivist e cultural jammer, si distingue proprio per la sua particolare tecnica. Armato soltanto di un rasoio, il suo copia-incolla genera una “sovversione simbolica” forse non sottile, eppure decisiva. “Penna o Spada? Il rasoio è entrambe le cose” afferma Poster Boy sul suo profilo Flickr. Con i suoi taglierini non va certo leggero negli accostamenti, che al tempo stesso sembrano influenzati dai collage surrealisti, dalla pop art e dal subvertising radicale. Anche se sabotatore attento, abile nel modificare i poster della metropolitana celando la sua identità, Poster Boy – purtroppo – il 30 Gennaio del 2009 è stato arrestato. Il continuare della sua azione in quegli stessi giorni e molte altre attestate coincidenze fanno pensare – tuttavia – che il soggetto fermato sia solo uno dei molti individui coinvolti nel “Poster Boy Movement”. Un arte che non può essere fermata, nella sua diretta coerenza e manipolazione di contenuti, semplice e straniante per fruizione immediatista.