Underground Icons – Aleister Crowley

Ci sono personaggi – in certi ambiti pop/underground – che nel corso di più generazioni hanno catalizzato trasversali energie e maniacali interessi. Una delle icone assai controverse e magistrali che ancora risplende – a tal proposito – è quella che immediatamente alla memoria viene materializzata al solo pronunciare il nome di Aleister Crowley. Il multiforme artista, mistico ed occultista britannico, vissuto tra il 1875 ed il 1947, conosciuto anche come “la Grande Bestia 666”, in maniera assolutamente decisiva ha influenzato le poetiche di “giganti” della “nuova leva”, siano stati questi, specificatamente protagonisti in contesti letterari, musicali o comunicativi. I Beatles, ma anche i Rolling Stones, hanno reso merito al “Gran Maestro dei Cavalieri dello Spirito” e in guisa altrettanto intrigante, Crowley ha ispirato pure le fantasie visive d’un film-maker d’avanguardia del calibro di Kenneth Anger, regista che già nel 1969 gli dedicherà un immaginifico lungometraggio, “Invocation Of My Demon Brother”. Sono stati in molti – come api sul miele – a cibarsi senza remore di quelle poco indulgenti filosofie ed insegnamenti. “Fai Ciò Che Vuoi Sarà Tutta La Legge”, ma anche “Ogni Uomo E Ogni Donna É Una Stella”, queste erano le sole, fondamentali regole, alle quali attenersi. Il “poeta eccelso”, il “pittore magico”, diede vita a Cefalù – nel 1920 – all’Abbazia di Thelema: un “Collegium ad Spiritum Sanctum” ma anche un proto-esperimento sociale di comunità pan-sessuale, avamposto di riti dionisiaci e letteratura, poesia, pittura ed iniziazioni esoteriche. Il “mago inglese” sarà espulso dall’Italia su ordine di Mussolini nel 1923, lasciandosi alle spalle tutto lo sconcerto provocato nelle campagne siciliane da quelle improbabili cerimonie magiche, dalle evocazioni simboliche, dall’uso smodato di cognac e cocaina, dall’insistente sperimentazione d’una sessualità promiscua. Effetto che era conseguente alle due mogli-concubine dai lunghi capelli biondi e da una serie di personaggi collaterali, certo non meno appariscenti in quanto ad inappropriatezza di costumi e stranezze. Il Sancta Sanctorum o tempio dei misteri thelemici, adesso è un rudere, circondato da palazzine abusive, non lontano dal locale campo sportivo e da un ufficio della Croce Rossa. La costruzione fatiscente è tuttavia completamente “inglobata” in quella che a tutti gli effetti va considerata una “normale” suburbia della provincia meridionale italiana. Pure se su questo edificio vige un decreto di vincolo per “interesse artistico”, il soffitto è in parte crollato, non v’è alcuna recinzione che lo preservi e i pochi affreschi rimasti, rischiano d’andare definitivamente in rovina. Per fortuna, fra calcinacci e rottami, a ridosso di carte da parati, sovrapposte successivamente negli anni, qualcosa – ancora – è rimasto. Spicca una pittura murale con la scritta “Stab your demonic smile to my brain – soak me in cognac, cunt and cocaine!”. Anche altre poco significative e successive scritte murarie sono comparse per filiazione nella dimora aulica e adesso sconquassata. Una su tutte, solo ci ha ispirato, la cui laconica sentenza così proclama: “Tutto molto interessante ma vi divertite veramente a fare tutte queste stronzate per un po’ di baldoria e chiavare?”. Frase evidentemente riferita a certe attuali interpretazioni e pratiche “sataniste”, legate più recentemente alla riscoperta di questi culti. Crowley – lo ricordiamo – non è mai stato un adoratore del demonio in senso stretto, essendo dichiaratamente ateo. Più volte – con forza – ha affermato chiaramente la non esistenza del diavolo. Per l’eccentrico inglese non c’era altro dio che l’uomo e Satana era semplicemente un nome inventato dalle religioni per i loro fini. Il virus immaginativo di quello che – non certo mancando di spirito – soleva autodefinirsi “l”uomo più cattivo che sia mai esistito”, ancora viaggia nel tempo, dopo aver affascinato David Bowie, i Led Zeppelin e Ozzy Osbourne, i Ministry e gli Iron Maiden. Anche i Coil e Marilyn Manson, i Manic Street Preachers e John Frusciante. Come non citare infine – i Primal Scream, i Can e i Throbbing Gristle fra quelli che gli hanno tributato non pochi e incondizionati riconoscimenti. In qualsiasi altro posto al mondo quella casa sarebbe diventata un museo o perlomeno un “agriturismo”, un “alberghetto” vezzoso per fan e curiosi. Eppur già così – senza alcun luogo “ufficiale” che testimoni di quell’esperienza – risuonano ancora gli echi vibranti di quell’ancestrale sacerdote corpulento e dal cranio rasato, della donna scarlatta e di Suor Cypris, di Frater Genesthai e degli altri “thelemiti” gnostici, tutti motivati nel ricercare una singola e globale motivazione per la propria esistenza. Stava molto a cuore ai Thelemiti sottolineare l’esigenza assoluta di uno scopo ultimo nel totale rispetto delle libertà individuali: anche se fra mucchi di spazzatura rimane ben poco del loro tempio, di quelle pulsioni ancora – in qualche modo – si parla.