Rude Boyz – License To Kill

Rude Boyz. License To Kill

12″ – Big Poppa
Per fortuna è completamente tramontata – anche nel ricordo – quella decade di club ancora fumosi, con annesse stivaloidi groupie e atmosfere pregne di sonorità simil-jazz. Non se ne poteva più di quelle attitudini assai nostalgiche e ossequiose dei dischi di papà, infarcite di troppe puttanate sullo stile, la moda e il design sixty. Era tutto uno “shaken, not stirred” infarcito dei suoni di trombette stanche e per nulla puriste, tiritera durata almeno fino agli inizi del big beat, quando cover e citazioni bondiane ancora circolavano numerose. Adesso la stagione di fermo biologico – per tutte le influenze di tal tipo ma non formaggiose – sembra oramai passata, anzi proprio ultimissimamente serpeggiano strane ibridazioni anche in ambito fidget (vedi “Crazy Saxo” di Idiot Boyz, oppure l’ancor più swingato “Make My Music” di Emanuel Kosh, remixato da Zodiac Cartell). Che sia l’inizio d’una vera e propria tendenza di mescolamenti a matrice jazz personalmente non me lo auguro, anche se il connubio fuzzy è assai improbabile che assuma connotazioni seriose a tali latitudini. Le citazioni ci sembrano infatti, molto disancorate dagli altri suoni agitati, anche in questo “License To Kill”, che infine torna benissimo utile – tuttavia – per inondare di esuberanti svarioni elettronici la pista, con i celeberrimi campioni vocali a far bella mostra tagliatissimi e acidati.