
12″ – Trickery Collective
Seguiamo da tempo Sam Hell, uno dei precursori delle attitudini entra-ed-esci, adesso scontate – forse – per chi milita nelle scene post-breaks, ma prima affatto consuete e militanti. Jim Holland, questo il nome reale del produttore inglese, anticipando certi fenomeni, mi è sempre sembrato autentico nelle sue scelte, non alimentando direttamente dispute e posizionamenti stilistici, eppure abbastanza efficace nei suoi esiti, effetto di gusti e ripensamenti ben precisi. Venendo alla sostanza dell’uscita, “Mothership”, nell’original version, parte decisa e rollante, con un bel refrain melodico e battute possenti, a 129 bpm, quota di pitch che è al giusto confine di più interpretazioni possibili. Appena più sguisciante, blippato e seducente il remix a firma Superpolitik, mosso nelle congiunzioni di un breakbeat 4/4, piuttosto filante, solido e irregimentato. Compagno di merende è infine anche Rektchordz, un altro per il quale vale esattamente quello appena detto per Sam Hell, in sintonia anche per i bassi decisivi, i synth atmosferici e le incalzanti progressioni dritte-mosse.