
Produzione atipica, eccentrica, quella di Enzo Mansueto, Davide Viterbo e Angelo Ruggiero, aka La Zona Braille, combo che fra poesia e manipolazioni sonore, agite in scuri urticanti intrecci elettronici, ambientali sequenze e trasalimenti post-rock, a nulla d’italiano sembra collimare, se non fosse per la lingua, aulica ed allo stesso tempo cruda, ridondante e catastrofica. Il “noto microclima” è quello di un’aberrata normalità, “scassata dentro”, depravata e alienata nelle esistenze. Se le parole non rimandano a nessuna recita ed i suoni nemmeno sono articolati secondo canoni musicali precisi e strutture codificate, anche le azioni descritte sembrano ricondotte infine ad un grigio onnisciente, ad uno spazio indistinto che tutto ingloba e tritura. Universo parallelo dove le consuete strade, chioschetti, panchine e fabbricati cittadini, brulicano lividi del nulla, “paesaggio del disastro” che troppi sono condizionati a non voler vedere. Componimenti-frammenti, brandelli di testo ricuciti chirurgicamente in nuovi innesti reattivi e poi musicati: estatica mattanza o concept album se preferite, opera quantomai ispirata, perversamente lucida e multiforme. Il libro/cd è pubblicato per la collana “i miosotìs”, potete trovarlo nelle librerie Feltrinelli, oppure online, ordinandolo direttamente qui.