
Ruth Flowers, aka Mamy Rock, alla veneranda età di 70 anni è sicuramente uno dei più anziani dj professionisti ancora in attività, pimpante almeno quanto la nostra “Angela Favolosa Cubista”. L’arzilla inglesina non è la sola certo a render merito d’un filone “granny” nella club culture internazionale, considerando che anche altri dj, forse appena meno anziani ma certo più talentuosi, oramai da un pezzo hanno superato l’apparentemente invalicabile soglia delle cinquanta lune. Carl Cox e Danny Rampling ci sono quasi arrivati – oramai – a questa prima stagione pensionabile, Derrick May, Iuan Atkins e Kevin Saunderson, alla stessa maniera sono in scadenza anche loro, per non parlare di Afrika Bambaataa (del ’57), o dell’italico e commerciale “zio Ralf” (anche lui della stessa veneranda età del precedente citato). Sarà interessante fra qualche decade vedere come “progredirà” la prima generazione di vecchi “sconvolti” ma non “hippy”, se ai luoghi comuni sul mondo nuovo, la libertà e la fratellanza si sostituirà il cinismo della cybercultura e questo – a sua volta – invecchiando acquisterà influssi più radicali o stempererà i sapori in una visione meno apocalittica e individualista. Una cosa è certa, chi vuole raccontare qualcosa in musica non può mai fermarsi a quello che è stato, sia esso un giovane debuttante oppure un attempato veterano.