Lego Art And The City – Form Follows Function

Lego Art And The City

I coloratissimi mattoncini Lego sono diventati ultimamente oggetto d’un assai curioso genere di street art, una forma d’intervento segnico in principio teorizzata e praticata conseguentemente dal solo Jan Vormann ma adesso diffusasi a macchia d’olio in molte metropoli e città. Il concetto alla base di tale pratica di “attivismo urbano”si spiega con poche parole: è necessario incastrare fino al completo riempimento più blocchi in plastica all’interno di crepe e sconnessioni di muri, in una sorta di restauro urbano variopinto e giocoso ma in qualche modo anche “strutturalista” e retro-future. Sia ben chiaro, non è l’unica specie di Lego Art questa, c’è anche Nathan Sawaya, “brick artist” forse meno “concettuale” e poi Sean Kenney, con le sue miniature, oppure quelli di The Urban Pixel che – al contrario – sembrano più interessati alle suggestioni infuse dai Lego nel tradizionale medium dello stencil. Se nessuno inventa niente da solo e la voglia d’emulare poi una laboriosità empatica crea subito una scena, il gioco e bello e fatto: tante “ristrutturazioni Lego” oramai spuntano nei più svariati centri e agglomerati urbani. New York, Barcellona, Belgrado, Quito e Tel Aviv, ce ne per tutti i gusti: in queste azioni si mescolano arte e funzionalità, al fine di mostrare le città in maniera sempre più dinamica e inconsueta.