While You Are Sleeping – Cuprock

While You Are Sleeping

Un po’ meno nelle città europee ma ovunque nel mondo, le larghe trame delle reti metalliche fanno capolino nel delimitare zone abitate e residuali, recinti, aree dismesse, cavalcavia e parchi. Altrettanto diffusi sono i bicchieri di plastica, quelli bianchi o colorati (in genere soprattutto quelli gialli e rossi ma adesso anche verdi, violetti e di altri colori). Mettete il tutto assieme, miscelatelo con un pizzico di sapienza di strada e verrà fuori il cuprocking, nuova frontiera dell’arte urbana, uno street tag-graffiti al profumo di gin tonic, perché – è inutile nasconderlo – qualcuno di quei bicchieri potrebbe anche essere stato utilizzato prima del concepimento creativo. Per capire meglio la natura del fenomeno date una occhiata a questa galleria fotografica. L’idea di fondo è immediatamente percepibile, così pure la sua attitudine per un’arte aleatoria, metropolitana e “poverista”, infusa di pulsioni “recycled”. Il seminale ideatore di questo sottogenere di tagging sembra essere stato l’australiano Andy Uprock, ma come sempre in similari faccende l’origine reale del fenomeno appare alquanto controversa. Non è sicuramente l’autorialità – tuttavia – il dato interessante di certe manifestazioni estetiche, quanto piuttosto la messa in circolo delle tecniche e l’appropriazione degli spazi, non disgiunte da una dose di scanzonato “criticismo” per il mondo dell’arte “seria”, quella che nonostante i tempi di crisi, resiste con la sua altezzosa aura di specialismo neutrale, ricco e costipato.