
Vi diamo subito la bella notizia: nel catalogo inverno 2010/2011 di Dj Point ci sono davvero delle interessanti offerte per noi club-maniaci. Personalmente ho acquistato il laptop stand che giudico allo stato dell’arte come funzionalità ed estetica, il Sefour Crane Black, che ho pagato solamente 99 euro, rispetto ai 129-149-189 richiesti per lo stesso prodotto da molti altri – egualmente noti e pregevoli – shop online. È pur vero che nel sito dell’azienda (realizzato in maniera assolutamente dilettantesca e indicizzato ancor peggio) per arrivare ad una visualizzazione del prodotto in questione ho dovuto driblare le pagine dedicate alle molte “celebrities”: campioni del calibro di Tommy Vee, Intrallazzi, Fargetta e Coccolone (pardon Coccoluto). Testimonial che capeggiati da Albertino assolvono al compito di “farti sudare lo sconto”. Tutto questo è nulla – tuttavia – perché a far bella mostra in Scratch It Up campeggia addirittura un editoriale di tal Marco Mazzi, un raffinato intellettuale da cogliere fra le righe (ma non quelle scritte), nei momenti d’ iper-lucidità rafforzati da una meditabonda trattazione dove è possibile scoprire che NOI siamo quelli di Black Box, Cappella e 49ers, NOI siamo quelli di Double Dee, Fpi Project e Robert Miles. Viene da chiedersi: se NOI italiani preferiamo la faccia all’interfaccia (e non alla faccia di cazzo… aggiungerei io), perché ci avete privati della presenza di Filippo Nardi (che compariva nella precedente edizione)? Viene espresso un giudizio complessivamente negativo sulle nuove tecnologie ma sempre nello stesso catalogo sono in listino un sacco di consolle e mixer digitali. Si arriva poi all’estremo paradosso quando s’auspica con toni elegiaci un ritorno alla realtà e s’incitano i giovani a non essere ripetitivi. Spiegateglielo alle vostre “celebrities” di non essere ripetitivi: che ci avete rotto i marroni con i dj-set fatti con lo stampino e le vostre radio “d’interesse nazionale”, ricettacolo di pessimi comici che a loro volta abusano dei clique dell’avanspettacolo più vecchi e beceri. La qualità della musica della quale parlano potete dedurla dall’elenco dei loro compagni di merende: “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” caro Mazzi…che di mazzi c’intendiamo anche noi. “Un atteggiamento meno confidenziale e più diffidente verso il nuovo che avanza è sinonimo di maturità e sensibilità”, sentenzia il talentuoso oratore riferendosi alla techné contemporanea e alla sapienza italo-disco riveduta e corretta: uno che sul suo Myspace si presenta con la seguente affermazione: “amo molto parlare di niente… è l’unico argomento di cui so tutto”.