
Uncle Fester è il moniker utilizzato da Steve Preisler, autore di libri assai controversi come “Secrets of Methamphetamine Manufacture”, “Silent Death” e “Vest-Busters” – solo per citarne alcuni dei più noti – un “purissimo” esponente della controcultura underground americana, movimento multiforme la cui onda lunga arriva fino agli anni ottanta, per poi intrecciarsi con i nuovi trasalimenti generazionali delle esperienze hacker e cyber. Racconta Preisler che il suo nickname è un retaggio degli anni al college, quando era molto conosciuto per la fabbricazione d’esplosivi: in maniera similare rispetto al celeberrimo personaggio della famiglia Addams anche per lui far saltare le cose e “accendersi d’energia” era un accadimento assolutamente quotidiano e naturale. Allo stesso tempo però, lo zio Fester è anche un esperienziato chimico industriale, laureato alla Marquette in “Chemistry & Biology”: la sua conoscenza dei processi produttivi tradizionali è sicuramente servita per elaborare anche quelle sperimentazioni più casalinghe, non propriamente autorizzate e autorizzabili, che qualcuno penserà essere frutto solo d’una personale propensione per droghe e guadagni illeciti. “Secrets of Methamphetamine Manufacture” è arrivato alla sua sesta edizione comprendendo adesso ricette per MDA, ecstasy, anfetamine ed altri psichedelici, attestandosi come uno dei maggiori best seller della Loompanic, casa editrice specializzata in “hard-to-find, controversial and unusual books”. Ed è infatti assai controverso un libro come “Practical LSD Manufactur”, pubblicazione che tratta in maniera molto dettagliato quasi tutti i metodi conosciuti per sintetizzare l’LSD. Anche il già citato “Silent Death”, un testo dedicato alla fabbricazione clandestina di materiale velenoso, con particolare enfasi sulle applicazioni da adottare in varie forme di guerriglia e insurrezione urbana non è propriamente incasellabile nell’elenco delle normali letture ricreazionali per teen-ager. Quello della “sopravvivenza metropolitana” è un altro dei temi cari ad Uncle Fester, sviluppato anche nel suo ultimo libro, “Bloody Brazilian Knife Fightin’ Techniques”, pubblicazione dedicata alla tradizione dei combattimenti delle gang brasiliane, un “manualetto” sviluppato prendendo in considerazione tutte le più inquietanti articolazioni e conoscenze sulle lotte non convenzionali. In questo pazzo strampalato mondo – eppure – autori del calibro di Uncle Fester, certo non propriamente pedagogici e condivisibili da tutti, adempiono al compito di ricordare quanto può essere potente la sapienza e l’auto-organizzazione di strada: in un momento dell’evoluzione sociale nel quale i poteri forti giocano i loro ultimi sussulti, spingendo su forme aggressive e perniciose di governo a scapito dei meno avvantaggiati, vale più un simile insegnamento che centomila proclami politici (da qualsiasi parte essi vengano).