
Il consumo di ecstasy (MDMA) ci avevano raccontato mettesse a serio rischio le capacita’ mentali: adesso uno studio del National Institute on Drug Abuse (NIDA) è arrivato alla conclusione che questo non sia assolutamente vero (e qualcuno tira un sospiro di sollievo dopo tutte le “pallette” che si è calato nelle ultime due decadi). L’approfondita ricerca scientifica, pubblicata dalla rivista Addiction, è stata realizzata grazie a un finanziamento di 1,8 milioni di dollari, soldi che hanno permesso di dar vita ad uno specifico progetto, appositamente pensato per ridurre al minimo i limiti metodologici delle ricerche condotte in precedenza. I ricercatori hanno esaminato le risposte cognitive di soggetti che fanno uso esclusivamente di ecstasy – scartando a priori i policonsumatori di sostanze stupefacenti – e li hanno sottoposti ai test solo quando erano perfettamente ‘puliti’. È stato rilevato che l’ecstasy non ha alcun effetto sulle funzioni cognitive, anche se questo non significa che il suo consumo sia “risk-free”. Il consumo di ecstasy rimane comunque “pericoloso” dicono i sapientoni – ricercatori dell’Università della Louisiana – gli stessi che poi hanno rivelato come non vi sia nessuna significativa relazione fra la depressione e l’uso ricreazionale di tale controversa ma studiatissima sostanza.