
Da poche settimane è stato presentato Lion, ultima evoluzione del sistema operativo Apple, novità che è stata accompagnata anche da iOS 5 e iCloud, servizio quest’ultimo dedicato – come per l’appunto suggerisce lo stesso nome commerciale scelto – proprio all’offerta d’implementazioni cloud. Questo nuovo applicativo in pratica permette la sincronizzazione continua con tutti i dispositivi funzionanti sul vostro computer. Potrete avere sempre con voi foto, video, musica, testi e quant’altro vorrete condividere. Il servizio è completamente gratuito. Avrete a disposizione ben 5GB di spazio. iCloud permette anche di mantenere sempre aggiornati su tutti i dispositivi la casella e-mail, contatti e calendari. iCloud, dice Steve Jobs, non è “semplicemente un hard disk in cielo” , anche se l’impressione dei più smaliziati e critici sembra paventare un nuovo “cartello” di aziende che opererebbe in regime di monopolio nel campo della distribuzione di contenuti musicali online. Una volta che il nuovo servizio sarà funzionante, probabilmente in Autunno, ogni utente dovrebbe avere a disposizione 5GB di spazio sul proprio profilo iCloud, che lo aiuteranno a fronteggiare i problemi di spazio e di gestione dei (diversi) dispositivi per un servizio che, ci tiene a sottolineare Steve Jobs, “funziona da solo, semplicemente”. Un tale sistema è probabile che possa cambiare il nostro modo di accedere, memorizzare e riprodurre la musica, anche se – naturalmente – tutto questo ci legherebbe di più ad Apple. L’idea tuttavia di avere la propria collezione musicale a portata di click in ogni angolo del pianeta dove sia disponibile una connessione internet, non è da buttare. Naturalmente questo può essere fatto in decine d’altri modi, non in maniera così semplice e diretta – però – come con iCloud: basta con i dischi rigidi esterni, basta backup, basta raccogliere svariati gigabyte di musica sul nostro laptop. iCloud ha un paio d’assi nella manica che lo differenziarlo dai servizi simili offerti da Amazon e Google. La cosa essenziale è che tramite questo servizio tutta la musica sarà “in the cloud”, senza che sia neanche necessario caricare la stragrande maggioranza di essa. Sarà iTunes il porto d’entrata, l’applicazione che coordinerà tutti i dispositivi, sia su Mac che su pc Windows, facendo convergere intuitivamente le funzionalità dei meccanismi che sottendono anche iPad, iPod Touch e iPhone. Personalmente non ho mai amato iTunes e non conosco nessuno smanettone musicista, dj digitale o producer, che ami particolarmente quel programma. Eppure questa volta un dubbio me lo pongo, avere tutto coordinato e facilmente disponibile fuori dal vostro computer sarebbe comodissimo. La versione beta è già disponibile negli Stati Uniti, sembrerebbe gratuita per musica direttamente acquistata su iTunes, nell’altro caso (anche file derivati da cd o “rimediati” nelle maniere più disparate in rete) il servizio costerebbe US$24.99 l’anno. Per il djing digitale questo implicherebbe una maggiore integrazione di iTunes con il software di mixaggio: iTunes diverrebbe quindi la libreria musicale finale. Essere in grado attraverso iTunes di accedere a tutti i file musicali, alle playlist e ai metadati, è un’idea seducente. Traktor, in particolare, ha da migliorare in questo campo, pur essendo il programma – a mio avviso – che ha una delle migliori gestioni del browser. La musica sarebbe “lavorata” in formato AAC 256 kbps, il formato attualmente di default per iTunes, compressione che è sostanzialmente paragonabile ai 320kbps in MP3, rendendosi quindi disponibile in WiFi alla sincronizzazione su tutti i dispositivi utilizzati. Si va verso il futuro, siamo al dopo-pc, non potremo prescindere “dall’altrove” del cloud: come sempre è avvenuto finora – tuttavia – forse la transizione non sarà così immediata e scontata.