Due di nove writer già indagati da anni per atti vandalici dalla polizia milanese del nucleo antigraffiti, tutti appartenenti alla crew We Can All, sono stati arrestati per possesso di 12 chili di droga tra hashish, marijuana e piantine ancora in fase di coltivazione (si parla di una serra artigianale di 27 piantine ma non abbiamo un’idea precisa di come abbiano quantificato i chilogrammi della roba “sequestata”). Secondo quanto emerso dalle indagini, queste attività di coltivazione e spaccio sarebbero state “organizzate” principalmente allo scopo di supportare la loro passione: e infatti oltre alla droga, sono stati sequestrati anche 300 bombolette e 100 pennarelli marker. Secondo la polizia – che tuttavia per sua stessa mentalità difficilmente immagina che qualcosa possa essere organizzato non a scopo di lucro – dietro alle attività dei writer si nascondono sempre fenomeni criminali più gravi, come appunto – in questo caso – lo spaccio di sostanze stupefacenti. Il decoro urbano – dicono in questura – è molto importante per la percezione della sicurezza ma non si preoccupano più di tanto della caduta di “stile” data dal razzismo, dall’apologia di fascismo, dalla compravendita e sfruttamento di esseri umani, dall’abuso di potere di banche e caste professionali. Sarà il nostro uno sviluppo benaltrista di quello che realmente c’è da dire su una simile notizia? Non sappiamo, lasciamo alla vostra coscienza costruirvi un’opinione. Comunque arte e teoria urbana in tutta la sua potenza e tragicità quotidiana.
We.Can.All.Vandalz.Graffiti.vol 1-2012-PART 1
