Nella storia dei formati musicali – perdonatemi, non è il solito post su quanto sia glorioso il vinile – nessuno avrebbe mai immaginato che le audiocassette nel 2016 potessero ancora dire la loro. Se il formato non è definitivamente morto – e non lo è – lo si deve ad una sola ragione: solo negli Stati Uniti ci sono 2,3 milioni di prigionieri che consumano musica e non possono usare i cd, che spezzati ad arte possono diventare un’arma, così come non si possono collegare ad internet ed usufruire del proliferare di musica in rete. Per gran parte di questa popolazione – insomma – le cassette sono l’unico modo in cui possono ascoltare musica. Il mercato delle audiocassette è florido e ha schivato ogni possibile guaio che ha colpito la maggior parte dei negozi di musica: download (legale o illegale), p2p, piattaforme di streaming. Sono le cassette in plastica trasparente, senza viti, e saldate quelle ammesse e immaginiamo che sia un best seller più Michael Jackson che
oscuri gruppi techno, con il rap comunque ad imperversare. La Sub Pop, quest’anno, prevede di riprodurre tutte le sue nuove uscite su cassetta e Chris Barrett, titolare della ormai defunta SendAPackage.com, ha firmato un contratto con la Universal per rendere qualsiasi album di quel catalogo disponibile sull’obsoleto ma non troppo formato. I “prison tapes” sono un sottoinsieme di National Audio Company, il più grande produttore americano di nastri, che sforna ben 100.000 cassette al giorno e aziende come Fortress Audio and Duplication.ca vendono inoltre appropriate cassette vergini (trasparenti e con tutti i requisiti necessari) che possono essere registrate e spedite nelle prigioni. Music 4 Inmates By Mail è un servizio che registra le playlist personalizzate su nastri e permette tramite posta prioritaria di farle recapitare direttamente al prigioniero senza ulteriori difficoltà.
- South Carolina Inmates Film 1st Ever Music Video In Prison!
- 100 TN Prison Inmates Party, Show Drugs & Cash