Il duo formato da Karl O’Connor e David Sumner, meglio conosciuti come Regis e Function, ritorna con un nuovo album a distanza di ben quattordici anni dal suo precedente Feed-Forward. L’intera produzione, che è stata completata a distanza, tra Londra e Berlino, ha visto il contributo di Simon Shreeve, Mika Hallbäck , Seth Horvitz e Sarah Kranz, rafforzando così lo spirito collaborativo che ha sempre definito l’attivismo del Sandwell District e richiamando pulsioni in bilico fra il suono detroitiano e l’electro industriale europea anni ’80. End Beginnings è anche un commovente requiem per Juan Mendez, aka Silent Servant , tragicamente scomparso lo scorso anno. L’album si apre con “Dreaming”, traccia nella quale s’insinua un’atmosfera rarefatta e sognante, con suoni ovattati e ritmiche spezzate che s’intrecciano ad elementi ambientali, creando un’introduzione che cattura l’ascoltatore con la sua tensione sottile. Con “Self-Initiate” il viaggio s’imprime ipnotico e scandito da un ritmo ossessivo infarcito da bassi profondi. Le melodie si sviluppano gradualmente, evocando un senso di determinazione e introspezione. “Will You Be Safe?” mescola minimalismo e calore emotivo, in bilico tra synth morbidi e sequenze percussive. La domanda implicita nel titolo si riflette in un’energia che alterna sicurezza e vulnerabilità. In “Restless” il ritmo accelera, con strutture pulsanti che rimandano a un dancefloor inquieto e in fermento. La tensione cresce costantemente, senza mai esplodere del tutto. “Least Travelled” è una traccia più riflessiva e atmosferica, con texture delicate che emergono su un tappeto sonoro ricco di dettagli, mentre “Citrinitas Acid” è un omaggio alla techno acida, dove linee di synth corrosive e ritmiche martellanti si fondono in una spirale di energia vibrante e senza tempo. ”Hidden” risulta certamente il brano più oscuro e criptico dell’album, caratterizzato da bassi profondi e distorsioni che si avvolgono su se stesse. Evoca un senso di mistero, come un luogo nascosto e inaccessibile. La chiusura è affidata a “The Silent Servant”, un tributo emotivo e potente a Juan Mendez nel quale le pulsazioni si fanno fonde e gli accordi malinconici s’intrecciano in un paesaggio sonoro che riecheggia memorie e assenze, lasciando un’impressione indelebile. End Beginnings è un’opera che riesce a unire eleganza e profondità emotiva, senza mai abbandonare la forza ipnotica e il rigore ritmico che definiscono il Sandwell District. Con un mix di innovazione e omaggio alla memoria, l’album rappresenta non solo un ritorno atteso, ma anche un omaggio toccante a una figura fondamentale per la loro storia. Un ascolto imprescindibile per chi cerca emozioni forti nella techno.