Intricate texture digitali, glitch e trasalimenti melodici animano il debutto di Manta su Science Cult, etichetta mai doma che, tra electro e IDM, continua a distinguersi per la capacità di affiancare ai nomi storici nuovi collaboratori, scommettendo con coerenza su proposte fuori dagli schemi, come in questo caso. “Untitled 1” apre il lavoro con una struttura ritmica frammentata e ricami sonori che si distendono su un tappeto di bassi irregolari, evocando una tensione trattenuta ma costante. “Untitled 2” si muove in una direzione più atmosferica, con linee sintetiche sgranate che emergono e si dissolvono, mantenendo alta l’attenzione per il dettaglio timbrico. Il remix “Untitled 2 (Syrte Counterpoint)” introduce ulteriori livelli di complessità: la visione di Syrte rielabora l’originale in chiave più oscura e stratificata, punteggiata da micro-interruzioni e accenti spettrali. Chiude l’EP “Untitled 3”, probabilmente la traccia più diretta, sorretta da un groove pulsante che conduce l’intero lavoro verso una conclusione più lineare, ma non meno sofisticata. Un esordio che definisce con chiarezza l’estetica di Manta, in bilico tra astrazione e ritmo, e che conferma l’attenzione di Science Cult per i percorsi più obliqui dell’elettronica.