Parte a cassa dritta con un brano ipnotico e dalle sfumature ambientali, “Marble Transfer”, questo Sense of the Substrate, dove il newyorkese Aspetuck inanella cinque original version che ammiccano a un connubio electro-deep techno alquanto succulento e coinvolgente. Anche la successiva “Contour Harmonics” vanta passaggi elegiaci stemperati da una sorta d’inquietudine e così si prosegue con “Sud Quest”, che adotta una trama altrettanto duplice, dove il profilo melodico s’amalgama al lavoro ritmico, definito da pulsazioni secche e piccoli innesti sintetici che accompagnano il flusso senza appesantirlo. “Subterranean Rhizome” riporta l’attenzione a un registro più cavernoso: il basso scorre in profondità, mentre i dettagli percussivi si diffondono come echi lontani, creando un ambiente immersivo che conserva comunque una sua leggerezza. Solo in digitale “Shark Doctor” aggiunge un ultimo tassello dal taglio più nervoso, con linee acide che affiorano gradualmente e un andamento complessivo che mantiene alta la tensione. Ne risulta un EP compatto e ben congegnato, capace di unire tensione e contemplazione senza mai perdere in concretezza.