Joe Seven & dBridge – Radical Apathy

Le undici tracce presentate da Joe Seven & dBridge in Radical Apathy, che vanno a rimpinguare il catalogo di Exit Records, hanno iniziato a prendere forma tra il 2019 e il 2020, in un dialogo a distanza che ha permesso ai due produttori di affinare un linguaggio comune, sospeso tra elettronica destrutturata, sensibilità dub e un certo gusto per l’astrazione. Il materiale si sviluppa attorno a ritmiche spezzate, bassi duttili e una trama di micro-frammenti che sembrano emergere e scomparire con naturalezza, come in “Anachronistic”, che apre il lavoro con un movimento lento e percussioni sgranate, o in “Possible Future”, dove i pattern elettronici assumono un carattere più pulsante senza mai perdere la loro natura rarefatta.In “Err Hello” il dialogo tra synth granulosi e brevi interferenze produce una sensazione di instabilità controllata, mentre “Express That Love” alleggerisce la struttura con una linea più morbida, collocando le ritmiche rotte in uno spazio quasi onirico. “Dead Net” torna a un’impronta più cupa, fatta di risonanze metalliche e un low-end consistente, e la title track, “Radical Apathy”, riprende elementi già accennati per trasformarli in un flusso più diretto, costruito su un’alternanza di tensioni e pause. Nella parte finale, brani come “They Use You” e “Shadow Integration” ampliano ulteriormente l’impianto narrativo: qui la scansione ritmica si fa più frastagliata, i contorni si sfumano e il suono assume una dimensione quasi cinematica. Con “Machines Of Loving Grace” il duo chiude il disco in modo dilatato, lasciando che texture ampie e rimbombi profondi sedimentino lentamente. Ne risulta un lavoro che attraversa diverse declinazioni del sound ibrido di Exit Records, mantenendo sempre un equilibrio tra ricerca timbrica e coerenza d’insieme. Radical Apathy s’impone così come un ascolto meditato, che invita a ritornare sui dettagli e a lasciarsi assorbire dalla sua atmosfera sospesa.

 

  • Joe Seven & dBridge – Radical Apathy
  •