Neurovision – Nightshift

Alla Return To Disorder, etichetta discografica fondata nel 2015 da Helena Hauff, con sede in Germania., il focus è su sonorità che spaziano tra electro, techno, acid ed elementi più grezzi, “raw” o industriali. È allora a suo agio un supergruppo robotico come Neurovision, altrettanto avvezzo a sonorità futuristiche, in bilico fra electro, ebm e techno, gonfie di bassi cavernosi e intrecci macchinici. In Nightshift, Neurovision traduce l’immaginario glaciale dell’Islanda in una serie di tracce che fondono rigore ritmico e tensione atmosferica. “Driving To Burgertown” apre l’EP con un flusso serrato di percussioni e linee acide che si rincorrono in un crescendo quasi meccanico, mentre “Animal Flow” introduce un tono più cupo e viscerale, dove la voce distorta si fonde con texture metalliche in una sorta di danza post-industriale. “Lunar Cycling” alleggerisce il passo con arpeggi limpidi e una spinta ritmica più elastica, restituendo un senso di movimento ipnotico. “Neurolab” chiude l’insieme con un omaggio implicito alla scuola di Düsseldorf, tra geometrie elettroniche e pulsazioni regolari che evocano un futuro retrofuturista. Un lavoro compatto e coerente, che conferma la capacità del progetto di fondere freddezza nordica e dinamiche da club in un linguaggio personale e incisivo.

 

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