Con The Hollow Core PWCCA firma un lavoro di ampio respiro che segna un punto fermo nel percorso dell’artista e, allo stesso tempo, nella storia recente di Hardtools Records. Venti tracce che non cercano l’effetto immediato, ma costruiscono una traiettoria coerente, fondata su una techno solida, scura e funzionale, dove l’attenzione al dettaglio ritmico resta sempre centrale. Il disco alterna momenti più ipnotici e tesi ad altri decisamente più diretti, mantenendo però un equilibrio costante. Brani come “Ashes In Motion” introducono subito un clima compatto e controllato, fatto di pulsazioni serrate e atmosfere siderali, mentre “Black Conveyor” spinge su un groove più insistente, scandito da timbri metallici e da una progressione che lavora per sottrazione. La title track “The Hollow Core” rappresenta bene il cuore del progetto: una costruzione densa, senza fronzoli, oscura, che avanza con decisione e lascia spazio a una tensione sotterranea mai risolta del tutto. Più avanti, “Noir Mechanics” mostra il lato più ossessivo e meccanico di PWCCA, con un impianto ritmico asciutto e una spinta club-oriented evidente, pensata per reggere a lungo sulla pista. Nel complesso, l’album restituisce l’immagine di un produttore consapevole dei propri mezzi, capace di tenere insieme differenti suggestioni, senza perdere coerenza, a conferma di un percorso di maturazione che non ha bisogno di eccessi per lasciare il segno.