Samuel Kerridge – Memoir Of Disintegration

Samuel Kerridge, con il suo inconfondibile arsenale sonoro, lascia un segno decisamente originale nella scena techno contemporanea e adesso, alla Blueprint Records di James Ruskin, dopo sette EP e cinque album (tra cui una collaborazione con Taylor Burch dei Dva Damas), ritorna con una prova su formato esteso e undici nuove tracce. Il suo è un linguaggio che continua a mettere in discussione i parametri del genere, frantumandone la linearità e lasciando affiorare tensioni più vicine al post-punk e a certe inclinazioni industriali. L’approccio resta fisico, ma non cerca mai una funzione puramente da dancefloor: è piuttosto un territorio che prende corpo attraverso ritmi spezzati, voci deformate, dinamiche che sembrano emergere da un immaginario cupo e viscerale. In “Kiss The Whip” si avverte subito un impulso abrasivo, costruito su percussioni deformate e un’atmosfera che sembra oscillare tra attrazione e repulsione. “Fracture Clinic” si muove invece in un dominio più rarefatto, dove i dettagli elettronici creano una sorta di instabilità controllata. Anche “A Discourse On Madness”, con il suo andamento disorientante, riflette un metodo compositivo che sonda continuamente i limiti della forma, lasciando spazio a transizioni imprevedibili e a un’energia quasi performativa. Il disco, nel suo insieme, si configura come un ulteriore tassello nella ricerca di Kerridge, un lavoro che conferma la coerenza del suo percorso e ne amplifica il carattere radicale. Memoir Of Disintegration non offre concessioni, ma dà prova di una visione che continua a muoversi controcorrente, preservando un’intensità immediata e un’identità ormai pienamente riconoscibile.

 

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