È a marchio Delsin Holland – questa volta – che Samuel Van Dijk, in arte VC-118A, sforna le sue ultimissime produzioni, cinque original version di foggia electro-ambient, eleganti e rarefatte. Si parte giusto con la traccia che dà il titolo all’EP, “Avian”, brano che imposta subito un tono contemplativo, sospeso tra eleganza ritmica e malinconia sintetica. “Avian Scape” accentua l’aspetto atmosferico, con una tessitura più rarefatta e un andamento quasi cinematografico. In “Distorted Name” emergono ritmi più marcati e una linea di basso sfocata che introduce un senso di tensione controllata. “Chord” si muove su coordinate più profonde, giocando con modulazioni lente e risonanze che si espandono nel tempo. “Blush” chiude con un tono più caldo e liquido, una coda che riconduce il tutto a una dimensione introspettiva. Un lavoro coerente, dai tratti misurati e delicatamente distaccati, che conferma la mano precisa di Van Dijk nel trattare spazio e suono.