Aaron Schwarz – Old Mechanism

Aaron Schwarz approda sulla Mind Games di Luca Maniaci con il suo secondo album, un lavoro ampio che conferma la sua presenza ormai costante in un circuito di etichette particolarmente attente alle derive più profonde della techno — dalle passate uscite su Inducted Waves, Hidden Secrets, Concepto Hipnotico, TMM e Kusiya, fino a questa nuova tappa che sembra voler consolidare ulteriormente il suo percorso. Old Mechanism raccoglie undici brani originali e restituisce un quadro sonoro compatto, dove emerge una visione matura e pienamente definita. Pur senza dilungarsi in fronzoli, il disco avanza con sicurezza, muovendosi tra percussioni taglienti, bassi densi e atmosfere che oscillano fra tensione e immersione profonda. Le tracce scorrono come parti interdipendenti di uno stesso organismo, ciascuna con una funzione precisa nel disegno complessivo: dai moti più diretti e percussivi dei brani d’apertura, alle derive più oblique che affiorano verso la parte centrale, fino alla title track che incarna il cuore concettuale del progetto, con un lavoro timbrico cesellato e un senso di moto interno particolarmente evidente. A chiudere, i due episodi finali aprono a una dimensione quasi rituale, dove la densità lascia spazio a un respiro più ampio. Nel complesso, Schwarz firma un album solido e coerente, capace di connettere pulsione meccanica e immaginazione futuribile con un linguaggio personale. Un lavoro che conferma la sua mano sicura in studio e arricchisce il catalogo della Mind Games con una proposta intensa, stratificata e pienamente consapevole.

 

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