Che personaggi di punta in quello che è stato l’hype di una stagione risentano più di altri – quelli che hanno mantenuto un profilo più underground – d’un calo d’attenzione, è cosa abbastanza solita nell’avvicendarsi delle generazioni, ma nel caso di Boys Noize il discorso sembra essere un po’ più complesso. Più che inseguire il riflettore, il produttore tedesco continua a muoversi su coordinate personali, giocando con l’immediatezza del formato breve e con un linguaggio che guarda tanto al club quanto alla destrutturazione del suo immaginario. “HYYTUP” si impone con un’energia secca e compressa, costruita su un groove teso e su elementi acidi che entrano ed escono senza concessioni melodiche. È un brano diretto, pensato per colpire in pochi minuti, dove la frenesia ritmica è tenuta insieme da una produzione pulita ma volutamente spigolosa. “Sh5b0mbe” spinge invece su un registro più caotico e frammentato, tra stacchi improvvisi, bassi distorti e un senso di instabilità che richiama certa electro mutante, più interessata all’impatto che alla linearità. Nel complesso l’uscita funziona come un doppio affondo, rapido e senza fronzoli: due tracce che non ambiscono a ridefinire il percorso di Boys Noize, ma che ne ribadiscono l’attitudine a restare efficace anche fuori dai grandi cicli narrativi, mantenendo una tensione costante tra club tool e gesto istintivo.