Sempre su Synaptic Cliffs torna sotto i riflettori pdqb, producer dal moniker che pare un messaggio cifrato, rapidamente affermatosi nel corso dell’ultimo anno grazie a una serie consistente di uscite che ne hanno consolidato la presenza tra i nomi più interessanti del momento. Le sue produzioni si muovono su un equilibrio ben calibrato tra ruvidità ed eleganza, con linee di synth calde, ritmiche pulsanti e melodie che evocano visioni di futuri remoti. Una tensione magnetica attraversa costantemente i suoi brani e si riflette anche nei remix che ne derivano, spesso valorizzati da collaborazioni di rilievo. Il concept del disco prende forma attraverso una sequenza di riletture che, pur muovendosi su coordinate differenti, mantengono una coerenza di fondo con l’immaginario di partenza. L’apertura è affidata a G-MAN, che con la sua versione di “Sixfold Radianz” lavora di sottrazione, dilatando i tempi e innestando un groove sinuoso, quasi ipnotico, dove l’accento cade più sull’atmosfera che sulla spinta frontale. A seguire, Hardfloor imprime a “Frontera Extraterrestre” un carattere più diretto e muscolare, giocando con le classiche acid line che si avvolgono su una struttura solida e ben rodata, senza rinunciare a una certa eleganza formale. È però nel versante electro che la raccolta raggiunge, a nostro avviso, i momenti più centrati. Silicon Scally firma una versione di “Hypothermia (34,8)” taglientissima, essenziale e affilata, dove bassline secche e incastri ritmici serrati restituiscono un senso di tensione costante. Martin Matiske, con “Reklonstrusion”, spinge invece su un immaginario più enfatico e dichiaratamente retrofuturista, tra melodie sintetiche marcate e un andamento che guarda tanto al passato quanto a una visione idealizzata del futuro. Lloyd Stellar rilegge “Verquerer Weise” inserendo vocal robotici e un incedere seducente, costruito su un equilibrio riuscito tra minimalismo e suggestione narrativa. Chiude il cerchio DJ Di’jital con “Sycorax”, una versione altrettanto ombrosa e minimale, giocata su pochi elementi ben calibrati che mantengono alta l’attenzione senza mai risultare ridondanti.Nel complesso, Mutations, Modifications, and Other Alterations si configura come un lavoro che non si limita a celebrare il catalogo di pdqb, ma lo espande e lo rilegge attraverso sensibilità diverse, confermando la solidità del progetto e la sua capacità di dialogare con una scena ampia e trasversale.
pdqb – Mutations, Modifications, and Other Alterations