Non accenna a esaurirsi l’hype attorno all’acid, sottogenere che attraversa ciclicamente nuove fasi di vitalità senza perdere mordente. Questa volta è Richard von der Schulenburg, aka RVDS, resident dj al Golden Pudel Club di Amburgo, a rimettere mano alle proprie radici pubblicando su It’s tre original version che segnano il ritorno a distanza di otto anni, dopo due album su Bureau B e diverse uscite minori. Il risultato è un EP diretto e consapevole, che gioca con i codici storici del genere senza trasformarli in semplice esercizio nostalgico. La title track apre con un impianto dichiaratamente ridondante, costruito su più linee di TB-303 che si intrecciano e si rincorrono, mantenendo una tensione costante e un andamento ipnotico che guarda tanto al passato quanto al dancefloor contemporaneo. “Schluckauf” cambia registro, spostandosi su coordinate acid electro più nervose: le sequenze sembrano incepparsi e ripartire, traducendo in suono l’idea del singhiozzo attraverso micro-fratture ritmiche e scarti improvvisi. In chiusura, “Acid Busline 242” rallenta leggermente il passo e introduce un respiro più caldo e narrativo, innestando l’acid su suggestioni neo-fusion e urbane che aggiungono profondità e una dimensione quasi cinematografica. Un’uscita compatta e ben calibrata, che conferma come l’acid possa ancora essere terreno fertile se affrontato con misura e personalità, senza forzature né ammiccamenti superflui.