Scott Fraser è ben conosciuto per la sua lunga militanza nella scena elettronica underground britannica, dove nel corso degli anni ha sviluppato un linguaggio sonoro personale che attraversa techno, electro e suggestioni post-rave, mantenendo sempre un forte legame con l’etica DIY e con le dinamiche più autentiche del clubbing. Adesso per DX Recordings, etichetta da sempre attenta alle declinazioni più ruvide e funzionali dell’elettronica da club, Fraser incanala questa esperienza in dieci tracce tese e dirette, ricche di sperimentalismi e momenti eterei. Nei primi passaggi di Expanded emerge subito una tensione controllata, costruita su strutture asciutte e su un lavoro timbrico che privilegia profondità e movimento interno. “Eden and After” apre il disco con un andamento solido ma non rigido, dove le pulsazioni si intrecciano a elementi più sfumati, mentre “Energy In Constitution” spinge su un ritmo più nervoso, attraversato da dettagli sintetici che ne spezzano la linearità senza comprometterne l’efficacia. Con “To The Letter Of My Oath” Fraser dilata ulteriormente i tempi, lasciando respirare la traccia e inserendo un senso di sospensione che guarda tanto alla techno ipnotica quanto a una sensibilità più astratta. La parte centrale dell’album alterna momenti più brevi e raccolti, come “Collected Stills”, a episodi dal respiro più ampio come “Where Is That Perception”, dove affiorano atmosfere quasi contemplative, sostenute però da una base sempre vigile. “Mi Dominante” riporta l’attenzione sul groove, con una costruzione compatta e incisiva, mentre nelle versioni LP Edit di “Earth Looking Inwards” e “Object Of Life” la scrittura si fa più stratificata, giocando su progressioni lente e su un equilibrio costante tra tensione e apertura. La chiusura con “Steel (NB_Blood Cut)” è più aspra e insistente, a suggellare il lato più fisico del lavoro. Nel complesso Expanded si muove con coerenza tra funzionalità e ricerca, mostrando un artista consapevole dei propri mezzi e capace di modulare energia e introspezione senza forzature. Un album che conferma la solidità del percorso di Scott Fraser e la sua capacità di restare fedele a una visione personale, pur dialogando in modo diretto con il contesto del club contemporaneo.