A marchio New Flesh è stavolta di nuovo Umwelt a prendersi la scena, ed è proprio la traccia che dà il titolo al progetto, “Echoes Of A Broken Future”, ad aprire il percorso con un’impronta cupa e controllata, sorretta da una linea ritmica che pare scavare nel terreno, mentre le melodie si insinuano come segnali provenienti da un mondo in rovina. Con “Blackout Algorythm” sempre a 138 bpm le strutture si intrecciano con rigore, i dettagli si accendono e si spengono come impulsi nervosi, generando un senso di avanzamento inesorabile. “Synthetic Nightfall” vira invece verso un’atmosfera altrettanto espansa, con un respiro quasi cinematografico che mantiene la tensione seguendo stilemi electro-techno. In chiusura “Zero Point Machine” compatta il discorso con un approccio più diretto e asciutto, che richiama l’estetica solita di questo artista. Nel complesso è un’uscita coerente, solida, in cui il produttore francese riafferma la propria visione distopica senza forzare i toni, lavorando per sottrazione e confermando una volta di più l’identità del suo catalogo.