Per Vuelta 6A: Consensus Error la scelta di produttori electro chiamati a partecipare è vasta e assai varia. Si passa dall’atmo-electro registrato live di MANASYt in “Raw Entrance”, alle più acide digressioni di “MVP”, apparecchiata da Sub-30, passando infine alla “Matrix 87” di Dylan Cameron, un’altra divagazione di electro in stile neo-fusion. A/Filatov con “Mode 1” s’innesta sulla tradizione space-allucinogena di tanto electro sperimentale e Lloyd Stellar, nostra vecchia conoscienza, in “ Surveillance” rincara la dose con andamento fratturato ma ipnotico e un aplomb ieratico e stradaiolo. Completa il quadro una seconda metà altrettanto sfaccettata, dove Brain Enterprise con “Senc” vira i toni verso un’impronta più misterica, bassosa e groovy, mentre Signal 72 con “Phase Shift” rimette in moto la tensione con un’impronta più tecnoide e tagliente. “Sand Pit”, curata da Separate Signal insieme a Danny Notter, gioca invece su un movimento più liquido, in cui melodia e pulsazione si intrecciano con naturalezza. Telesumo vira su coordinate più ambientali e oblique, lente e leggermente distorte, mentre Krypton 81 accentua la spinta cosmica con una trama che sembra risucchiata in un flusso di particelle luminose. “Magic Dream Codes” di LeBlonde porta un soffio più rotto, sognante e quasi onirico, mentre Aztronouth con “This Is My Ballad” rallenta ulteriormente, mantenendo un tono introspettivo e cupo. In chiusura, Aserrín propone un frammento breve, intenso e ruvido, e Nacthwald torna a una visione più incombente e distopica. DVS NME sigilla il tutto con maniere risolute ed elegiache, nel novero del suo consueto stiliamo electro. Nel complesso, una raccolta ampia e senza timori, capace di mettere a confronto molteplici interpretazioni contemporanee dell’electro senza perdere coesione, lasciando emergere la personalità dei singoli protagonisti e restituendo un quadro vivido delle sue derive ultime.