A marchio Wave Function Records il belga Datawave – già segnalato per la sua presenza in una raccolta di Analog Concept, in una di Gated e in un’altra di Dionysian Mysteries – si presenta stavolta in solitaria con quattro original version. È una miscela di acid, electro e pulsioni atmosferiche quella prodotta, con un equilibrio costante tra spinta ritmica e costruzione di scenari sonori. “Hyperborea” apre con un passo deciso, sostenuto da linee acide elastiche e da una struttura asciutta che privilegia il movimento continuo più che il colpo diretto. “Dawnlights” abbassa leggermente la tensione, puntando su timbri più ariosi e su una progressione misurata, dove le trame melodiche emergono con discrezione senza mai prendere il sopravvento. Con “Drifting” l’andamento si fa più ipnotico: il groove procede in modo circolare, accompagnato da dettagli elettronici che si stratificano gradualmente, dando al brano un carattere sospeso e introspettivo. “Aqulia” recupera invece una maggiore incisività, combinando un ritmo più serrato con synth taglienti, mantenendo comunque una certa profondità atmosferica. La title track “Landscapes” chiude il lavoro su toni ancora più raccolti, con un approccio quasi contemplativo che lascia spazio a textures ampie e a una narrazione meno vincolata alla funzionalità da club. Nel complesso, l’EP si muove con coerenza tra diverse sfumature elettroniche, mostrando una scrittura attenta e una chiara propensione ai dettagli, senza forzare soluzioni o eccessi.