Domenic Cappello approda alla Analog Concept con The Retroactive Future, trattazione electro un po’ romantica e meditabonda composta da quattro original version, tutte oltre i sei minuti. L’apertura con “Hutt’s Groove” chiarisce subito l’orizzonte: una pulsazione morbida e rotonda, innervata da linee synth che oscillano tra nostalgia e misura, con un andamento che privilegia la progressione lenta più che l’impatto immediato. “Midnight Drive” accentua il lato notturno del disco, muovendosi su coordinate più dinamiche ma senza mai forzare la mano, lasciando che siano le sfumature melodiche e i piccoli scarti ritmici a costruire il racconto. Con “Time” il passo si fa ancora più introspettivo, quasi sospeso, affidato a timbri caldi e a una struttura che sembra dilatarsi, invitando all’ascolto attento piuttosto che al consumo rapido. In chiusura, “Constillation Fela” recupera una vena più cosmica e contemplativa, intrecciando arpeggi e bassline con naturalezza, fino a trovare un equilibrio pacato e coerente con quanto ascoltato in precedenza. Nel complesso l’EP è un lavoro che guarda al passato senza indulgere nel manierismo, scegliendo una scrittura misurata e consapevole.