Featherstone – Shapeshifter

Alla Who Is Paula, etichetta berlinese particolarmente dedita a produzioni electro, techno ed acid, che ha in catalogo artisti quali Cignol, Zobol, Not Even Noticed, Whø e Vertical67, è la volta adesso di Featherstone, produttore australiano piuttosto misterioso, che per l’occasione apparecchia cinque original version che mettono subito in chiaro un’attitudine diretta ma tutt’altro che sbrigativa. Si parte con “Underpass”, dove linee di synth ipnotiche si intrecciano a pattern percussivi serrati, costruendo un’atmosfera urbana e notturna.. La title track “Shapeshifter” alza ulteriormente la tensione con modulazioni acide che si rincorrono su un tappeto ritmico instabile e cangiante. Con “The Ascent” il passo si fa più insistente, quasi meccanico, e l’accumulo graduale degli elementi porta a una spinta ipnotica misurata, priva di enfasi superflua. “Departure” riporta il focus sulla pista da ballo con groove sincopati e un impianto sonoro asciutto ed efficace, mentre “Morning Star” chiude il cerchio con quasi sei minuti di tessiture elettroniche più aperte, quasi sospese, perfette per accompagnare le prime luci dell’alba. Un debutto convincente, insomma, per Featherstone, che dimostra padronanza nell’articolare un discorso coerente tra club functionality e ricerca timbrica, confermando ancora una volta l’occhio attento della label tedesca nella selezione del proprio roster.

 

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