È una sorta di contemporaneo techno-jazz, molto astratto e raffinato, quello esibito da Mike Shannon su Rekids, dispensato in quattro original version, idealmente ispirato alla graphic novel INCAL di Jodorowsky e Moebius, oltre che dai film Blade Runner e The Lost Boys. “Synthetic Salsateca” apre l’EP con un groove statico ma nervoso, attraversato da linee sintetiche elastiche che sembrano muoversi in uno spazio sospeso, più suggerito che dichiarato. “Back To The Hood” introduce un’energia più ruvida e meccanica, con incastri ritmici secchi e una spinta quasi industriale che però non perde mai il controllo. Sul lato B, “Off World Sparkle” lavora per sottrazione: sequenze sbilenche e bassi morbidi disegnano un’architettura instabile, volutamente irregolare, che rende il pezzo tanto enigmatico quanto avvincente. La chiusura con “Only Noodles” scivola in territori più frammentati, tra click, frizioni e micro-variazioni timbriche che danno al brano un carattere allucinato e sottilmente cinematografico. Nel complesso Off World Synthetics conferma la capacità di Mike Shannon di muoversi in una zona di confine tra club e ascolto più introspettivo, dove la materia sonora è trattata con rigore e fantasia insieme. Un EP che non cerca l’impatto immediato, ma premia chi si lascia catturare dalle sue traiettorie oblique e dal suo efficace equilibrio.