Torna Ombrar su Skryptöm Records per la sua terza release, agitando un ampio raggio stilistico, in bilico fra techno, electro, suggestioni cinematografiche, trame più sperimentali ed emotive. Con Nightbird amplia ulteriormente il proprio vocabolario sonoro, muovendosi con naturalezza tra tensione ritmica e aperture più evocative, mantenendo un’impronta notturna e densa, ma mai statica. Ogni brano aggiunge una sfumatura diversa a un racconto che procede per chiaroscuri. “Always Lurking” è una fascinosa intro che instaura subito un clima di attesa, costruito su pulsazioni controllate e dettagli che emergono in filigrana, come presenze appena percepibili. In “Odd Things” il passo si fa più deciso, con incastri sintetici serrati che mantengono coerenza interna e forte spinta ritmica. “Root In Concrete” riporta il suono verso una dimensione più terrena e compatta, quasi materica, mentre gli elementi atmosferici restano sullo sfondo a suggerire profondità. Con “Ink Bleed” l’EP si apre a una vena più introspettiva, dove le tessiture si dilatano e i suoni sembrano espandersi nello spazio, lasciando respirare la composizione. “Phantom” gioca invece sull’ambiguità, tra presenza e dissolvenza, con linee che affiorano e si ritirano in un equilibrio sottile tra concretezza e astrazione. La title track “Nightbird” chiude il percorso con un tono più emotivo, quasi sospeso, fondendo impulso ritmico e accenni melodici in una sintesi misurata. Nel complesso, OMBRAR conferma una scrittura attenta al dettaglio e alla costruzione dell’atmosfera, capace di attraversare registri differenti senza perdere coesione, offrendo un lavoro vario ma ben focalizzato.