Synaptic Voyager – High Rise EP

Tornano Matt White e Paul Baines con il loro alias Synaptic Voyager su Cyphon Recordings, proseguendo il percorso già tracciato con Dawn Till Dusk, di cui avevamo parlato lo scorso anno. Anche in questo nuovo EP il duo conferma una visione sonora compatta e coerente, fatta di trame avvolgenti, slanci ritmici ben calibrati e un gusto dichiaratamente futurista che guarda tanto all’electro classica quanto a derive più atmosferiche. La title track, “High Rise”, apre il lavoro con un’andatura decisa e linee sintetiche tese, che si intrecciano in un paesaggio urbano immaginario, denso ma leggibile, dove ogni elemento trova il proprio spazio senza eccessi. Con “Airbourne Avenues” il duo alleggerisce leggermente la pressione, lasciando emergere un senso di movimento più fluido: le melodie si distendono sopra una base ritmica solida, evocando traiettorie aeree e prospettive ampie. “Nebula” si sposta invece su coordinate più introspettive e neo-fusion, lavorando su profondità e risonanze, con suoni che sembrano espandersi lentamente in uno spazio rarefatto ma tutt’altro che statico. “Deep Impact” riporta in primo piano l’energia, con pattern più serrati e un interplay continuo tra percussioni elettroniche e sequenze basse pulsanti, mantenendo però una pulizia formale che evita qualsiasi deriva caotica. A chiudere è “Robot Interlude”, che, nonostante il titolo suggerisca una pausa, si rivela un episodio tutt’altro che marginale: qui i Synaptic Voyager giocano con timbri metallici e frammenti melodici più astratti, costruendo una sorta di coda riflessiva che amplia ulteriormente l’orizzonte dell’EP. Nel complesso, High Rise si inserisce con coerenza nella produzione del duo, confermandone la capacità di coniugare tensione e profondità, slancio ritmico e cura del dettaglio sonoro, senza forzature né compiacimenti. Un lavoro misurato, che trova la sua forza proprio nell’equilibrio.

 

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