Dalla Dialecto Periférico, etichetta indipendente spagnola attiva nei territori dell’elettronica più obliqua e in particolare lungo l’asse electro–techno underground, arriva una raccolta compatta ma ben focalizzata, capace di tenere insieme personalità diverse sotto una visione condivisa. Infinite Brain si muove infatti lungo coordinate stilistiche affini, privilegiando costruzioni progressive, attenzione all’atmosfera e una costante cura del dettaglio sonoro. Ad aprire è Carlos Native con “Be Yourself”, brano introspettivo che lavora su spazi dilatati e pulsazioni misurate. È una partenza controllata, quasi meditativa, che prepara il terreno senza forzare i tempi e introduce subito una dimensione più mentale che fisica. Con “Synthmek” gli Slit Observers – Alex Veiga e David Crespo – aumentano la spinta ritmica: le linee di basso si fanno più elastiche e il groove prende forma con decisione, pur mantenendo eleganza nelle stratificazioni. È il momento in cui il corpo entra davvero in gioco, ma senza rinunciare a una costruzione rifinita. Negocius Man in “8N8” punta su precisione e incastri, sviluppando una trama più tecnica, fatta di sequenze minimali nitide e incalzanti. Il risultato è un brano solido, quasi architettonico, che rafforza l’ossatura electro della compilation. Con “Chest Collider” Allumynd introduce una componente più astratta e sperimentale sul piano timbrico: suoni metallici, dettagli irregolari e piccole fratture ritmiche rendono il pezzo più imprevedibile, pur restando ancorato a una struttura funzionale al dancefloor. “Non Servian” di Komatssu riduce ulteriormente gli elementi, lavorando per sottrazione. Qui l’attenzione si concentra sull’evoluzione interna del suono, su minime variazioni che, nel loro insieme, generano una tensione sottile ma costante. Chiude la raccolta Irrational Language che, assieme a Lucky in “We Are Coming Back”, riporta luce e apertura dopo le zone più tese del percorso. Le melodie, sostenute da efficaci vocal maschili, emergono con maggiore evidenza e la costruzione si fa più ampia, offrendo una conclusione che sa di ritorno e rilancio allo stesso tempo. Nel complesso Infinite Brain funziona come un itinerario coerente attraverso diverse sfumature dell’elettronica contemporanea: un lavoro vario ma compatto, capace di unire ricerca sonora e funzionalità ritmica senza perdere identità.