Alla J.A.D.E arriva il transalpino Hylian Fields con Planet Zebes, EP di grande tensione e visioni futuriste, comprensivo di quattro original version e due remix electro-break, rispettivamente affidati a Reallyraw e Lemon Schaden. “Crateria Ravers” apre il lavoro con un assetto ritmico serrato, dove break taglienti e bassline elastiche disegnano uno scenario dinamico ma attraversato da un senso costante di minaccia dove il mood è esplicitamente electro. Le linee sintetiche, asciutte e penetranti, costruiscono un’atmosfera sospesa che rimanda a paesaggi alieni e architetture ostili, mantenendo però un impianto funzionale al dancefloor. Con “Norfair” il clima si fa più cupo: le percussioni assumono una cadenza incalzante e il registro sonoro vira verso tonalità più abrasive, mentre sequenze acide e dettagli metallici contribuiscono a generare un’impressione di calore e pressione sotterranea. “Wrecked Ship” rallenta appena la corsa per concentrarsi su un intreccio più narrativo, fatto di riverberi profondi e pattern spezzati che evocano spazi abbandonati e derive cosmiche, senza rinunciare a una spinta ritmica ben calibrata. “Tourian Trapstar” chiude le versioni originali con un piglio deciso, quasi marziale, in cui groove compatti, vocal ossessivi e inserti melodici minimali convergono in un episodio teso e diretto, capace di sintetizzare l’estetica dell’intero EP. I remix ampliano la prospettiva. Reallyraw interviene su “Crateria Ravers” accentuandone la componente breakbeat e spingendo su una struttura più frastagliata, con un lavoro incisivo sui bassi e sugli incastri percussivi che ne esalta il lato più fisico. Lemon Schaden, alle prese con “Wrecked Ship”, opta invece per una rilettura più scura e compressa, dove i contrasti tra pieni e vuoti vengono enfatizzati e la tensione cresce progressivamente fino a trovare un equilibrio solido e coerente.